Informazioni personali
26 anni, laureato in Filosofia, masterizzato in Comunicazione, ex project manager e ora cura la comuncazione web de bus di Milano.
Ho parlato di
- Google non mi fa più cercare
- Allo scoccare dei miei primi tre mesi a Milano, ec...
- Iwordcamp da Filosofo
- Blogger e comunicazione al Mix
- Il Fuori Salone, Lumen e le creative milestones
- Essedì Computers e la pubblicità Apple
- Post experience camp
- Grande Sud!
- Maledetto Mac
- Barcamp Torino 2008
Parlai di
- ottobre 2005
- dicembre 2005
- febbraio 2006
- marzo 2006
- aprile 2006
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- giugno 2006
- luglio 2006
- agosto 2006
- settembre 2006
- ottobre 2006
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- marzo 2008
- aprile 2008
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Colleghi-amenti
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18.5.08
12.5.08
| Allo scoccare dei miei primi tre mesi a Milano, ecco un breve resoconto amarsarcasticoironico. Non cercate troppi riferimenti personali perché in fondo sono sempre un quasi letterato quindi la vena artistica a volte mi scappa. MIlano è una città fumosa, apparentemente pulita e ricca di opportunità. Della gente come me è pieno, ma pochi conoscono i milanesi che in verità spesso sono nascosti in uffici inaccessibili o in bettole fatiscenti. I primi sono solitamente i capi che non vedrai mai, i secondi sono i vecchietti che ti urteranno sui mezzi trasmettendoti un fretta che in realtà non hanno neanche loro. A Milano puoi parlare in dialetto, qualsiasi, tanto qualcuno intorno stai certo ti capirà. A Milano il degrado e la povertà si vedono molto più che altrove, soprattutto quando giri per i palazzi immediatamente fuori dal centro o più malauguratamente vicino casa tua. A Milano lavori, e lavori pure tanto, lavori bene e speri il meglio, ma ti senti sempre più povero di quando eri a casa e magari ti chiedi pure chi te lo fa fare. Quando poi lo squallore cresce all'ombra delle tante promesse come il muschio, magari proprio a ridosso del natale, decidi se farci su una bella natività, coprirlo con un po' neve sintetica o lasciarlo al buio sperando non passi più neanche un raggio di sole. Milano ti fa vedere il mondo da cui provieni in una nuova prospettiva, ma più la guardi e più non capisci qual'è il sotto e qual'è il sopra, e giri, giri, giri, fin quando poi invece che farti venire la nausea, posi il giochino, ti alzi e vai a lavoro. E' più facile far amicizia con della gente del sud a Milano che in Sicilia. Qui tutti sono del Sud, qui tutti sono a Milano. E' paradossale come Milano sia la capitale degli stenti e del lavoro. Qui la vita è cara perché qui siamo a Milano. Qui l'amore si cerca, ma gli uomini sono un po' effemminati e le donne un po' disperate. Qui a Milano la mattina hanno tutti le occhiaie, non parlano e sono incazzati. Non sono riuscito a capire se sono di fretta perché scappano via subito, ma sarò io troppo lento nell'aspettare che si aprano le porte. Qui a Milano dopo un po' i tram sembrano romantici e i parchi un po' finti. A Milano il Duomo spiazza sempre, ma quando ci sei sotto non lo si guarda neppure perché è alto, fa alzare il capo e non c'è tempo. Milano è come correre sulla sabbia in riva al mare, fa fare una fatica immensa ma fa sviluppare di quei quadricipiti della madonna (appunto). A Milano lo smog è talmente forte che nel naso da un'ora all'altra si materializzano dei mostri che per tirare giù bisogna chiamare lo spazzacamino, ma in compenso potrai sfruttare una delle allergie che ti ritorneranno dopo anni di vaccini e aerosol. A Milano puoi scegliere cosa fare della tua vita perché hai la possibilità i manipolarla un po'. Puoi scegliere chi frequentare perché sei solo, puoi scegliere una zona perché non hai casa, puoi scegliere una donna se non ne hai una. Di potere puoi. Sull'esito ho qualche dubbio. A Milano riconosci a pelle chi hai davanti, soprattutto se non si lava a qualche settimana o se ha provato a sfilarti il portafoglio. Qui a Milano in fondo hai tutto e niente. A Milano puoi venire a 19 anni per l'università e puoi morirci per tumore a 60 o 65. Dopo qualche anno ti sentirai milanese anche se non hai perso l'accento, anche se ti si leggerà in faccia che sei nato altrove, anche se penserai di conoscere i parchi, i negozi, i locali, Monza e il Lago. Potrai comprar casa, ma abiterai sempre troppo lontano per dirti milanese, e se dovessi far carriera, beh bravo, magari te lo meirtavi davvero, ma se sei una donna, qualche botta te la sei fatta dare di sicuro. Se sei brutta invece, beh allora svegliati perché è ora di alzarsi. Milano è bella perché hai tutto e non hai niente. Sul tutto non ci sono problemi, è sul niente che mi preoccupo, ma adesso vado a letto perché domani ho tanto lavoro da fare. |
10.5.08
Iwordcamp da Filosofo
| Sono da poco tornato dall'ennesimo, Barcamp e sarà perché mi sento buono in questo periodo o semplicemente perché l'allergia mi sta un po' abbattendo, non ho alcuna polemica da fare; devo dire addirittura di essermi moderatamente divertito, di aver imparato e di aver conosciuto un po' di persone davvero interessanti. La star del camp è stata senza dubbio Matt, l'inventore di Word Press, nonché classe '84, nonché "uomo" di business scafato ed esperto. La parte più interessante del camp è stata infatti la parte a lui dedicata in cui un'orda di utenti più o meno esperti gli ha fatto tante belle domande. Quella che mi è piaciuta di più è stata quella relativa al modello di business e agli investimenti legati alle sovvenzioni dei venture capitalist.. Matt ha giustamente detto che i soldi a volte, invece che investirli è meglio conservarli a causa del futuro incerto del mercato della Rete che, come tutto il resto, prima o poi avrà un calo consistente. Molto intrigante poi la divisione genetica tra i servizi di automattic e wordpress. Un modello che vince non si cambia, si imita! ;-) La naturalezza e la sicurezza con cui ha trattato temi come le scelte sistemistiche e i modelli di business mi ha fatto, purtroppo, tornare alla triste realtà italiana in cui a un ragazzo di quel tipo avrebbero offerto al massimo uno stage o un progetto da 1000 euro al mese. Magari se poi avesse proposto al boss di divulgare il proprio prodotto con licenza open source per scopi non commerciali, l'avrebbe come minimo mandato a cacare! Mi è parecchio piaciuto poi, nonostante l'abbia seguito solo sul finire, lo speeh di Marcello Foa, giornalista del Giornale che ha ammesso la forza del Blog, annuito alla stoccata di Gaspar ("I giornali non selezionano le notizie che mi interessano"), ma ha anche ribadito quello che sta sotto gli occhi di tutti..i giornali online hanno molto più seguito e visibilità di tutti i Blog messi insieme (generalizzo eh). Bellissima la confessione fra i denti relativa all'utilità della blogsfera che, con le sue dinamiche e contenuti, spesso riesce a costringere le redazioni ad occuparsi di casi che sono volontariamente ignorati per ragioni varie. Sincero..forse più di alcuni blogger. Durante la pausa pranzo ho pure avuto il piacere (e adesso visto il portfolio direi piacerissimo) di conoscere i ragazzi di G&V Partner, gli autori del template di Matt, nonché due ragazzi davvero simpatici, modesti ma minchia, smaccatamente bravi! Poi vabbeh, inutile sprecarsi a parlare delle applicazioni fantascientifiche di WP che ha mostrato Folletto mentre Simbul ha fatto domande fighe; sono felice anche per il nuovo impiego in casa di Adriano mentre aspetto i progetti di cui mi hanno accennato sia Maurizio e Roberto che online sembra "solo" un giovane impreditore del digitale, ma che in verità è un eroe (a differenza mia) perché sta facendo tutto questo nella nostra piùomeno amata Catania. Massimo rispetto. L'ultima conoscenza invece è stata la simpatica Soophie; particolare è stato prima conoscerla e poi leggerla..non dico altro perché lei dopo avermi sentito sbraitare contro i blogger per più di un'ora capirà da sola! Altri protagonisti ed episodi..beh i soliti, sia i protagonisti che gli episodi. Niente di rilevante quindi. |
24.4.08
Blogger e comunicazione al Mix
| Questo post viene scritto in versione limitata perché sono le 3:30 di notte e perché c’è stata gente che ha espresso benissimo quello che avrei voluto, e siccome merita, rimando a loro! A grandi linee si parla del Next Web Now di Microsoft durante il quale ha parlato anche Steve Ballmer. Non dirò nulla dei contenuti per me ormai scontati, quanto della strategia di comunicazione web che hanno adottato Annarellix ha fatto un’ottima analisi riassumendo quello che avrei voluto dire, Gaspar è stato interrogativo qb, Andrea è stato tecnico e ironico, mentre Sergio è stato il più obiettivo di tutti...ha parlato solo dei contenuti! A tutto questo cerco di aggiungere due cosine che mi hanno colpito. Digital Pr ha invitato i fantomatici 20 senza riflettere sul fatto che a loro di MS non importa nulla (ed infatti una buona parte erano col mac in bella mostra..), il che significa che oltre a perpetrare un'arbitrarità fastidiosa nella scelta dei partecipanti, non si sono ricordati che quelle persone, di fare informazione sull'evento, non erano per nulla interessate! Come mandare uno sviluppatore asp.net a vedere il design del nuovo iPod! Quello mangia a scrocco, si fa la passeggiata, ma bene che vada ne parla poco e male sul suo Blog, quindi che lo inviti a fare? Che Relazioni Digitali e Pubbliche sono queste? A questo poi si aggiunga che quest’agenzia sembra ignorare che la Rete è fatta di nodi, di persone e di interessi! Paradossalmente avrebbe giovato di più alla conversazione invitare una giovane studentessa di belle arti ad ascoltare i creativi, o un neo economista a seguire le cose 2.0 del business. Continuano a pescare dall'alto come se tutte queste esperienze non gli abbiano fatto capire come funziona la Rete e come renderla davvero efficace nelle strategie di comunicazione. Errare è umano, perseverare meno. La cosa che mi ha anche colpito parecchio è che, pur volendo sfruttare il word of mouth, gli ugc e tutti-noi-sappiamo-cosa, non ci sia stata traccia di questi inviti prima del giorno dell’evento. Ora va bene che le iscrizioni erano libere, ma che i Blogger fossero sempre quelli e che non ne avessero (potuto?) voluto parlare a me fa scattare la malafede..può darsi mi sia scappato qualcosa sul reader, ma un appuntamento di questo, come minimo avrebbe meritato una coda ascendente precedente all’evento. Mi fossi atteggiato da blogger purista mi sarei un po’ arrabbiato se mi avessero impedito di parlarne, ma si sa no? Ognuno fa quello che gli pare. Capisco infine anche che MS abbia inserito questa clausola, ma dovrebbero sapere come funziona in Rete quindi avrebbero perlomeno dovuto caldeggiare un piano di fuga con una policy, un post e una qualsiasi giustificazione per questo silenzio-non(ha)senso.. Se non hanno previsto nulla di tutto quello che ho detto..beh forse io non ho capito ancora come funziona la blogsfera. Io. Forse. Etichette: Barcamp, Blog, Esperienze, Internet, Marketing, Microsoft, Mix MIlano |
20.4.08
Il Fuori Salone, Lumen e le creative milestones
| Questi sette giorni sono stati davvero di delirio qui a Milano a causa del Salone del Mobile e di tutti gli eventi ad esso collegati. Ci sono stati davvero eventi di tutti i tipi, in tutte le parti di Milano e io ovviamente vi ho preso parte con discrezione e buone intenzioni. Il primo (e l'unico evento) a cui ho partecipato attivamente è stata la mostra Creative Milestones organizzata dall'agenzia di branding Lumen Group. Ovviamente sono andato lì con le migliori intenzioni e con la voglia di imparare qualcosa e di conoscere persone interessanti e magari anche preparate. Precisiamo che per fortuna in questo periodo il mio nuovo lavoro ha completamente rivoluzionato la concezione della comunicazione perché mi ha catapultato dalla parte del cliente che, con un po' di lucidità, guarda cosa fanno gli altri e cerca di trovare i migliori fornitori per provvedere alle proprie esigenze. Cosa comporti questo poi nel quotidiano rapportarmi con le agenzie, le loro proposte e la loro preparazione sarà argomento di altri post, ma veniamo alla mostra... Arrivati lì, io e il mio amico Antonio siamo accolti da un'avvenente ragazza bionda e straniera che ci accoglie chidendoci i biglietti da visita, o prima chiede quelli e poi ci saluta, non ricordo...vabbeh, fattostà che non avendoli né io né Antò, appunta i nostri nomi, o meglio solo il suo perché del mio si dimentica perché dietro arriva gente più anziana e meglio vestita di noi. Ok. Entriamo e cominciamo a guardarci intorno..la sede di Lumen è davvero bella e la mostra, anche se piccoletta, è davvero curata. Girovaghiamo per le vetrine, prendiamo dell'acqua e delle robe da mangiare non ben identificate e chiacchieriamo di quello che si vede..dopotutto io e lui lavoriamo in comunicazione e qualcosina la capiamo anche! Facciamo digitale, abbiamo iniziato da relativamente poco due, ma due stupidagini le mettiamo una dietro l'altra! Intorno riusciamo a identificare (+o-) i ragazzi (e le ragazze) di Lumen e li vediamo chiacchierare con ospiti, ospitesse e tra loro. Noi siamo stati lì per abbondanti 30 minuti durante i quali nessuno (al di là della bionda all'entrata) ci ha avvicinato accogliendoci e conducendoci a guardare la mostra, chiedendoci magari se volessimo delle informazioni o altro! Alla fine ho chiesto ad un gruppetto se qualcuno potesse dirmi qualcosa ed un ragazzo disponibilissimo ci ha raccontato un po' sia dell'esposizione che del loro lavoro. Ora, io capisco che un evento di quel tipo è realizzato per farsi un po' di pubblicità, che è un'ottimo momento per invitare persone importanti in agenzia per magari fagli vedere i loro prodotti in mostra, o pubblicar qualche articolo sulle riviste di settore, ma io dico..di qui a non badare neanche un po' alla gente che entra e che gli gira attorno ce ne passa! Se non avessi chiamato il ragazzo io e Antò saremmo entrati e usciti come fantasmi, senza che nessuno si chiedesse cosa fossimo venuti a fare! Non è che esiga chissà quale trattamento, in fondo non sono nessuno, tantomeno penso di meritare attenzione solo per il lavoro che faccio, ma da qui ad essere rilevante quanto un acaro ce ne vuole! Mi permetto di dire tutto questo semplicemente perché questa sensazione è stata completamente condivisa dal mio amico e poi perché, avendo fatto tanti lavori a contatto col pubblico, ormai per indole quando qualcuno entra in casa mia, magari perché ho pure fatto una festa, come minimo lo saluto. Per educazione, per interesse, perché è venuto per me...ma lo saluto almeno! Tutto quello che penso poi dell'attegiamento dei comunicatori-pubblicitari durante le feste lo tengo per me perché a volte esagero, ma altre volte però, vedo esagerazioni anche dalla parte opposta! Morale? Mi è passata la voglia di andare a qualsiasi evento del fuori, dentro e metà salone. Vabbeh, sarà al prossimo anno. Etichette: Blog, Esperienze, Filosofia, Internet, Marketing, Pubblicità |
7.4.08
Essedì Computers e la pubblicità Apple
| Il mio passaggio a Mac sta diventando davvero un'avventura e in queste settimane è arrivato pure il guasto tecnico, ma non voglio raccontare questo, quanto la travagliata esperienza che ho avuto con la catena Essedì Computer della Brain Technology. Cercherò di essere breve.. Prenoto il Mac a metà Dicembre del 2007, ma me lo consegnano il 25 Gennaio 2008; il 10 Febbraio mi trasferisco a Milano, ma non lo utilizzo quasi per nulla. Quando inizio a farlo noto un eccessivo surriscaldamento della macchina che finisce spessissimo col blocco (schermata grigia) e la necessità di spegnere tutto tramite la pressione del tasto di accensione. Lo mollo in un angolo per un po' e poi, il venerdì di Pasqua, lo porto alla Sata srl (assistenza autorizzata Apple). Loro dopo più di una settimana mi chiamano dicendo che il problema è legato alla ram che però, non essendo originale, non è coperta da garanzia. Come? Scrivo all'Essedì di Firenze che mi dice che la riparazione la faranno loro, ma intanto da Sata mi comunicano che dovrò pagare 37 euro di intervento. Mi comincio a surriscaldare e scrivo un po' di mail infuocate che dico di passare direttamente all'ufficio legale. Mi contatta un ragazzo che dopo un po' di discussioni mi promette il rimborso dei 37 euro e la sostituzione della ram. Bene, ma se come cliente posso dirmi abbastanza soddisfatto nonostante l'incazzatura e il tempo perso (la cosa che detesto), come operatore della pubblicità non posso far a meno di fargli notare quanto la loro comunicazione cartacea sia imperfetta (ingannevole se si volesse essere maligni) e quanto questo possa rappresentare un rischio (grosso) per tutta l‘azienda. Adesso sono abbastanza sereno perché ho appurato la buona fede di Essedì, ma voglio parlarne per dimostrargli pubblicamente che devono assolutamente modificare la loro campagna. Ecco il volantino (quello di questo periodo, il mio era un altro..) che mi ha spinto a scegliere loro come rivenditori. Come vedete è evidenziato il Giga di memoria in omaggio, ma non è segnalato che si tratta di una memoria compatibile! Io l'ho praticamente scoperto solo dopo questa vicenda poiché, nonostante fosse scritto nella fattura, né il volantino, né il punto vendita me lo hanno segnalato. Anzi ricordo bene che quando ritirai il mac e chiesi il perché fosse stato aperto, mi hanno risposto che era stato necessario per montare la ram, ma non mi hanno detto che non fosse originale! Tantomeno immaginavo che per usufruire della garanzia sarebbe stato meglio andare direttamente nella catena che, ammettiamo, assicura una garanzia di due anni invece che l’uno della Apple. Mi hanno contestato che sarei dovuto andare direttamente da loro, ma ignorando la faccenda della ram, ho preferito andare direttamente al produttore. Mi sembra lecito dopo 1.250 euro di portatile no?! I accuse (deprecabili) che rischiano secondo me sono quelle di pubblicità ingannevole e concorrenza sleale. La prima perché attirano prospect nel loro negozio con una comunicazione parziale che, addirittura, nel mio caso è stata aggravata dalla scarsa informazione degli addetti alla vendita; la seconda perché, appunto per questa sequela di incompletezze, hanno magari venduto molti più mac un Apple Store o dello sito Apple! Stiamo inoltre parlando di un brand che fa della qualità e dell’originalità di tutti i suoi componenti il suo maggior punto di forza. Personalmente non so se l’avrei comprato ugualmente se avessi saputo che il giga omaggio era compatibile (ma adesso sono molto sfiduciato dal mondo mac..). Ripeto che non è mia intenzione adire alcuna misura legale, ma siccome faccio questo lavoro, voglio dimostrare che se non io, qualcun’altro potrebbe fare di quei casini che neanche immaginano. E questo per un asterisco che però, diciamo la verità, sminuisce parecchio l’attrattività dell’offerta. La rottura della ram, alla fine della fiera, la considerò solo una botta di sfiga, ma se continua così mi sa che venderò il mac prima dell’estate.. Beh che mi dite? Ci riusciamo a convincerli a cambiare prima che passino un brutto guaio? In fondo con me si sono comportati bene e inoltre sono davvero bravi! Etichette: Apple, Blog, Esperienze, Internet, Mac, Marketing |
30.3.08
Post experience camp
| Ieri sono approdato in Svizzera. Non ero mai andato perché ho sempre pensato che la cioccolata fosse buona anche qui, ma l'experience camp mi ha fatto cambiare idea e sabato mattina, completamente addormentato, sono uscito di casa addirittura tre quarti d'ora prima del solito. Ripeto di sabato.. Salito sul treno mi violento; apro il pc e inizio a lavorare. A un certo punto la luce e la concentrazione (antisonno) mi estraniano tanto da dimenticare dove, come, quando e perché. In questo stato, per un riflesso incondizionato giro il collo sulla sinistra e..vedo dell'acqua! "Minchia e dove sono?" Un deja vù incredibile. Mi sembrava di essere in viaggio per le coste da Catania a Messina. Momento di riflessione malincoespatriota, e scendo in stazione a Lugano. Vado a prendere il biglietto per arrivare a Lamone Cadempino, do' 50 euro e il tipo comincia a prendere degli strani foglietti stirati e colorati come gratta e vinci che però maneggiava manco fossero soldi. "Che sono?""Franchi svizzeri" "E che ci faccio? Mi potrebbe dare euro per favore?!" Quello si alza e va a prendere dei bei euro sgualciti e li conta, ma per sfregio, alla fine, mi rende anche dei cerchietti metallici leggeri leggeri, di tante forme diverse e con tanti strani disegnini. Poi mi hanno detto che sono monete; strano! Esco dalla biglietteria e arrivo in treno, mi guardo intorno, esco, mi pulisco i piedi e rientro. Non voglio farmi riconoscere. La fermata è a 4 minuti. Guardo l'orologio e parte la sigla del viaggio in dolby surround che ci avvisa della partenza. Arrivo, le porte si aprono e saluto la signorina metallica tanto gentile che seguiva il jingle new age dei treni. Scendo a stranamente le narici bruciano. Mi preoccupo un po' se non fosse che poi tutto quel verde e quei monti mi suggeriscono che, forse, non era colpa di Lugano quanto di Milano. Cammino a piedi verso la sede dell'agenzia e noto moltissime macchine truccate, piene di alettoni, spoiler, adesivi e appendici di vario tipo. Fantastico. Non posso fare a meno di ricordare il vecchio film di verdone (anche se lui tornava dalla Germania, ma siamo lì dai!). Ridacchio e mi guardo attorno. Cammino sul marciapiede, mi fermo davanti le strisce, ammiro la montagna e: "piii" "Chi minchia è che suona?" Una macchina con una ragazza si era fermata e, dopo forse un po', invece che aspettare ha deciso di incitarmi, col sorriso, e un colpetto di clacson. Gli automobilisti catanesi capiscono che vuoi attraversare solo quando si è già toccata l'altra sponda della strada. Rido da solo, ma forse sarà l'eccessiva ossigenazione dell'aria. Penso all'aria, alle macchine truccate, all'ordine e alla precisione con molta calma. Tutti e due i miei treni erano in anticipo quindi ho tempo. Rido ancora e ricordo un ultimo stereotipo degli svizzeri: le vecchie canzoni italiane...quelle che anche mia madre si vergogna ad ascoltare. Arrivo alla rotonda, trovo il palazzo Cablecom, cerco cartacce per terra. Rinuncio. Ridacchio e proseguo lungo l'edificio. Sento una sgasata, una Golf grigia entra in velocità, prende una salita, gratta il paraurti mentre dai finestrini due voci canterine sovrastano la radio che fà: "Ehh vola vola si sah, sempre più in alto si vah. Ehh vola vola con te, il mondo è matto perché. Eh se l'amore non c'è, basta una sola canzoone, per far confusioone fuori e dentro di meh!". Non mi trattengo più, rido con le lacrime. Proprio non ce la faccio, non è possibile! Poi la macchina, una volta girato, si ferma e fa scendere Leo e Alice! Marooo che risate! L'inizio della giornata è valso davvero il viaggio, l'alzataccia e tutto il resto! Ribadisco qui la splendida esperienza di questo barcamp! A parte la simpatica scenetta della mia esperienza Svizzera, tutti i talk, tutti i partecipanti, la pizza, il cornetto, il lago, il pedalò, il macburger sono stati perfetti! Un fine settimana da favola che mi ha fatto ricordare quanto sia bello ogni tanto andare in vacanza, non pensare a nulla e lasciarsi andare; ci stava come il pane! Giusto perché qui posso permettermi di fare un po' il sentimentale, ecco le immagini dei più bei ritratti che ho catturato con la mia misera macchinetta. Le sketch girls sono tutte davvero stupende, mentre gli amici Mac e gli Sketch Boys sono davvero spassosi (senza offesa eh..non siete proprio il mio tipo). Spero ci si riveda presto, che si faccia un -estatecamp- magari senza connessione e senza live blogging! Magari lo chiamiamo anche festacamp così ci leviamo il pensiero! Qui invece una descrizione del camp.. Etichette: Barcamp, Blog, Curiosità, Donne, Filosofia, Marketing |









