MarketingCamp vs NoCamp
| Minchia io non lo capisco, sembra una farsa! Dopo il MarketingCamp di Marco, Totanus ha organizzato un controevento sarcastico chiamato NoCamp. Ovviamente hanno immediatamente aderito tutti, tutti i soliti noti; a branco. Mi sembra di essere tornato sul forum di Facoltà quando la combriccola dei sinistrorsi si scagliava in gruppo contro le matricole di destra appassionate di telefilm stupidi. Che tristezza! Tutti pronti a criticare e a fare misera ironia; distruggere è sempre molto più facile che costruire! Se una cosa non mi va non la seguo e non perdo un solo istante del mio tempo per prenderla in giro ma qui, al di là di menate filosofiche sulla Rete, il Camp etc, credo che ci sia un conservatorismo svilente e umiliante per la comunità tutta. Non comprendo come l’iniziativa di un singolo, iniziativa come possono essercene cento miliardi nella blogsfera, possa irritarvi tanto. Perché se facessi io una cosa del genere chiamando i personaggi più influenti del mio condominio nessuno mi cagherebbe? Che differenza c’è tra Marco e voi che per un progetto sentite solamente i vostri contattini su Skype/Messenger&Co e vi muovete come foste carbonari o massoni? Ve lo dico io.. Che da lui girano tanti soldi e nomi importanti, altrove invece la pochezza delle risorse e l’alone di amatorialità discolpa gli organizzatori del non aver non offerto a tutti la possibilità di collaborare. Adesso pare ci sia un’apertura che, anche se fosse controllata, anche se in realtà potesse non essere uguale a quella del Camp, non viene per nulla apprezzata per motivi che sinceramente mi sembrano più di principio che di contenuto. Qui non si tratta di fare il tirapiedi di nessuno ma voi, baldi difensori della neutralità e della purezza, se aveste il cazzo di problema di pagare l’affitto a fine mese e voleste lavorare in un settore iper affollatto (da molti di voi tra l’altro), apprezzereste la possibilità di farvi conoscere, di comunicare o semplicemente di sentire quello che si dice tra professionisti. Giustamente con la sedia sotto le chiappe non vi frega, fate il vostro e non volete che nessuno si faccia il suo. Questo è il vero spirito da Camp! Bravi! Etichette: Blog, Esperienze, Filosofia, Internet, Marketing, Pensieri, Pubblicità |









Comments on "MarketingCamp vs NoCamp"
-
Matteo Balocco ha detto(3:20 PM) :
-
Marco Camisani Calzolari ha detto(3:58 PM) :
-
Antonio LdF ha detto(6:05 PM) :
-
Antonio LdF ha detto(6:42 PM) :
-
Antonio LdF ha detto(9:11 AM) :
-
Marina Bellini ha detto(5:04 PM) :
-
Antonio LdF ha detto(6:21 PM) :
-
Marina Bellini ha detto(7:25 PM) :
-
Antonio LdF ha detto(8:17 PM) :
-
FulviaLeopardi ha detto(11:44 AM) :
-
Antonio LdF ha detto(1:09 PM) :
-
Stefano Mocellin ha detto(3:51 PM) :
Scrivi qualcosa!Antonio, mi spiace.
Io amo i telefilm stupidi.
E adoro l'idea del MarketingCamp, sono felice che abbia funzionato.
Spero che questo sia più che sufficiente. Se non lo fosse, in ogni caso non vale spendere altre parole.
Il NoCamp è solo un esercizio di stile.
Antonio,
il tuo post mi ha fatto riflettere. Non avevo colto una possibile ironia contro il MarketingCamp perché è una cosa così orientata alla Rete che pensavo fosse solo una bella cosa per i blogger, abituati a condividere, avere l'oportunità di veder 'arrivare' anche chi normalmente non frequenta ne questo mondo, ne i Camp.
Poi leggendo il tuo post, qualche dubbio mi è venuto.
Matteo Balocco dopo il tuo post mi ha scritto carinamente su Skype per chiarirmi che lui non l'ha fatto con quello spirito.
Gli credo, sono certo che sia così. La prima cosa che ho fatto è stata iscrivermi anche io al NoCamp. Da comunicatore mi chiedevo solo quanto questo potesse essere screditante per l'imminente BarCamp di Roma.
Tuttavia qualcosa di vero nel tuo post c'è. Non so ancora bene cosa, come e perché, ma qualcosa c'è.
Per esempio nessuno ha scritto nulla a proposito dei relatori, sui titoli dei loro interventi, sul fatto che fosse un format simile ma virato (anche se nella zero per ora a inviti, ma chiarito a grandi lettere che nelle successive edizioni sarà aperto).
Sul fatto che qualcuno avesse avvicinato al "nostro" mondo persone che altrimenti non avrebbero mai nemmeno saputo cosa fosse un BarCamp.
Last but no least, grazie della stima nei miei confronti che emerge dalle tue righe.
A presto. Marco
Totanus
Che sia o meno sufficiente, effettivamente, poco importa.
Spendiamo parole ed energie per altro.
Su questo hai ragione.
Marco
Io purtroppo mi sento molto prevenuto riguardo questo esercizio di stile, ma non voglio soffermarmi.
In quete situazioni penso di essere paragonabile a uno di quei cagnetti che, bastonato da piccolo, resta per tutta la vita con la paura degli uomini...ma di comunità sfottenti e aristocratiche non ne posso più.
Esigo meritocrazia e quando ci sono in mezzo i soldi, la meritocrazia esiste, ne sono sicuro
A me piacciono entrambi quindi mi inalbero facilmente; soprattutto quando alla sera torno con gli occhi a palla per le ore passate al pc in agenzia a fare gavetta.
Tutt'ora, dopo aver letto e risposto a MAtteo, mi sento un po' nervoso quindi se ne parla magari stasera o domani.
P.s. La mia stima nei tuoi confronti deriva "semplicemente" dal fatto che sia a Torino che in auto mi hai (AVETE visto che parlavano anche Maurizio Goetz e Giuliana Mammaincorriera) trasmesso molto, senza barriere e senza pregiudizi.
Hai parlato dei tuoi progetti e delle possibilità che offre la Rete senza curarti d'avere davanti (o dietro in macchina) un perfetto sconosciuto, neolaureato etc.
Più condivisione di così si muore.
P.p.s. ho pure sulla punta della lingua uno scatto di superbia che trattengo perché non voglio fomentare nessuna discussione. Basta così, ok.
Ci si vede sul Blog del MarketingCamp
Ecco cosa mi ha inviato via mail Maurizio Goetz di http://marketingusabile.blogspot.com non riuscendo a commentare qui.
Caro Antonio, devo ammettere che sono confuso. Leggo dai blogger più influenti, quelli della classifica che i blog non contano nulla. I top blogger dibattono di società partecipativa, di citizen journalism e anche con competenza. I blogger più autorevoli si attrezzano per cominciare ad organizzare degli eventi che reputo di grande interesse come i BarCamp che non conoscevo. Decido di partecipare a Torino per dare il mio contributo, cercando di lanciare un sasso, chiedendomi in che modo si possano coagulare tutte le intelligenze, le energie che ci sono. Le ho viste, le ho ascoltate, le ho percepite. Cribbio ci sono persone valide che scrivono in rete. In quel momento tutti si tirono indietro e attaccano furiosamente la presentazione di Marco Camisani Calzolari che cerca di sensibilizzare le persone nei confronti di temi importanti come la net neutrality ed i diritti digititali. Quando si deve fare sul serio tutti fanno un passo indietro trincerandosi dietro al proprio blog che in quel momento diventa solo un giochetto, un divertissement, un diario personale. E' legittimo, ognuno si comporti come crede e nessuno si deve prendere il diritto di dire a qualcun'altro come si deve comportare e ci mancherebbe altro. Ma quando con coerenza Marco decide da solo di dare seguito alle sue parole, portando fuori rete, l'esperienza del BarCamp, con il MarketingCamp invece di osservare l'esperimento con interesse, lo si deride con il giochetto abbastanza infantile del NoCamp. La cosa triste è che seguono a ruota tutti i top blogger. Mi dispiace molto perchè ti assicuro che l'iniziativa del MarketingCamp a cui ho aderito con entusiasmo ha coagulato attorno al progetto nomi davvero importanti nel campo dei media, della comunicazione e del marketing che evidentemente hanno creduto nella qualità dell'idea. Sono sicuro che Marco andrà avanti nei suoi progetti ed io cercherò di dargli una mano. Spero che i top blogger abbiano capito che hanno fatto un grave errore. Per questo io appoggerò tutte le iniziative a partire dal prossimo BarCamp indipendentemente da chi le organizza. Abbiamo tanto bisogno di poter ridere e di divertirci, ma quando è il momento non dico di impegnarci, ma almeno di comportarci con serietà, per questo ho apprezzato tanto il tuo post e volevo scrivertelo.
Si ha sempre da imparare e da tutti e oggi io credo di avere imparato qualcosa da te, per questo ti ringrazio.
Maurizio Goetz
Lo ringrazio sentitamente, sia per questo, sia per gli sforzi che compie, come moltissimi altri, per condividere e costruire.
In effetti questo giochetto del NoCamp è piuttosto goliardico e, esercizio di stile a parte, nel suo sarcasmo comunica quel genere di derisione che si sviluppa ogni volta in cui qualcuno in rete promuove un'iniziativa interessante.
Anche a me è capitato durante la preparazione di InEditaBlog e di PiùBlog di leggere esternazioni imbarazzanti da parte di molti blogger che cercavano di screditare gli eventi. Perciò condivido il tuo post e soprattutto la parte finale che sottoscrivo:
Giustamente con la sedia sotto le chiappe non vi frega, fate il vostro e non volete che nessuno si faccia il suo.
Marina
Ti ringrazio veramente di cuore.
Il tuo commento, proprio come quello degli altri se non di più visto che non ci si conosce, mi ha confortato e incoraggiato.
Purtroppo ha pure tristemente confermato le mie stomacali impressioni, ma tant'è..noi ci si prova, loro ridono.
Noi male che vada alla fine ci abbiam provato; loro invece, finite le risate, hanno ben poco (escluso il loro oricello e la sedia di cui si diceva prima..).
Beh spero ci si tenga in contatto..
A questo punto il mio Blog bisogna di una risistemazione del Blogroll.
C'è sempre da fare eccheccavolo!
Poi magari 'sta cosa è solo puro cazzeggio, senza scopi occulti, eh?!
E magari "il peccato è negli occhi di guarda" ;) Ma in base a certe esperienze a volte lo hai metabolizzato (quello altrui) e non riesci a fare a meno di proiettarlo.
Comunque io sono propensa a pensare tutto il bene possibile dei blogger e preferisco non credere a certe mie letture di pancia. Spesso è bene rifletterci su un tot e l'angolazione cambia :)
Se ho sbagliato chiederò scusa senza problemi.
Solitamente lo faccio senza minare il mio orgoglio o la mia autostima.
Mi scuseròpure qualora qualcuno si sentisse offeso perché, effettivamente, mi sono lasciato un po' andare, ma ho percepito una violenza e una strafottenza tale che non sono riuscito a trattenermi.
Adesso però, credo sia meglio non pensarci più e andare avanti.
Maurizio ha detto "chi ci ama ci segua". Certo non sono proprio i miei tipi, ma hanno il loro perché :-P
He he he..
io non sono andata a nessun coso camp
Fulvia
Fai male.
;-)
... pensa che io voglio aprire un SpeakerCamp incentrato sulla condivisione politica delle esperienze e delle idee!!! ...chissà che mi diranno (sigh!).
Bah, non sono geloso delle mie iniziative, anzi per me sarebbe un vanto se mi prendessero ad esempio.
Ciao
Stefano